Quanto vale il mercato del cloud in Italia? Risponde come ogni anno, il relativo report dell’Osservatorio Digital Innovation del Politecnico di Milano di cui Reevo Cloud è partner sponsor . L’analisi ha coinvolto un campione consistente di aziende italiane comprese nel totale di circa un migliaio tra grandi, medie e piccole imprese inserite nel database del team dell’Osservatorio.

Complessivamente il mercato cloud in Italia raggiunge il valore di 3,34 miliardi di euro con un incremento del 21% rispetto al 2019. A questo incremento ha certamente contribuito la fase di emergenza sanitaria che ha fatto crescere al 42% l’adozione del cloud nelle PMI da una media precedente anno su anno del 30%.

L’emergenza ha inoltre spinto l’adozione dei servizi Software-as-a-Service (SaaS) che, crescendo del 46% sul 2019, rappresentano oggi la metà della spesa complessiva in Public & Hybrid Cloud. Una crescita imposta dalla rapida adozione di servizi di Collaboration e gestione documentale su cloud e dal forte push sui servizi di eCommerce. Seguono l’Infrastructure-as-a-Service (IaaS) che nel 2020 cuba per il 36% della spesa complessiva e il Platform-as-a-Service (PaaS) che rappresenta il 14% del totale.

Tra tutti i modelli si preferiscono il Public & Hybrid Cloud

Molto interessanti, inoltre, i dati che misurano il trend di adozione delle diverse tipologie di infrastruttura. Prosegue la transizione verso il Cloud Pubblico o Privato tra le grandi imprese: l’11% dichiara di non avere più un datacenter di proprietà. Contestualmente, il Public & Hybrid Cloud crescono del 30% raggiungendo complessivamente 2 miliardi di euro di valore su 3,34.

Inoltre, se i servizi infrastrutturali ospitati presso fornitori esterni crescono dell’11% (732 milioni di euro), la modernizzazione delle infrastrutture on premises subisce un rallentamento. Evidentemente, le aziende hanno compreso che è più conveniente riprogettare la mappa dei luoghi dell’infrastruttura piuttosto che insistere nella rianimazione della propria struttura di proprietà.

Lo spaccato per Industry e per servizi as-a-Service

Analizzando lo spaccato per comparti verticali, l’Osservatorio del Politecnico segnala un leggero rallentamento del Manifatturiero, che comunque rimane in testa tra le Industry per volumi di spesa con il 24% del totale, a seguire il Bancario, Telco e Media, Servizi, Utility, PA e Sanità GDO e Retail, Assicurativo.

All’interno della spesa Public & Hybrid Cloud, i servizi IaaS, PaaS e SaaS pensati per ciò che l’Osservatorio definisce “Intelligence del dato” crescono del 24% toccando i 352 milioni di euro di valore complessivo. L’Edge Computing & Orchestration, che comprendono i servizi e gli strumenti di interconnessione e gestione dei sistemi distribuiti subisco un leggero rallentamento crescendo solo del 28% anno su anno rispetto al 40% YoY del 2019.

Emergenza o no, il Cloud si conferma la più impattante tra le tecnologie secondo gli interpellati. Il 93% delle aziende considera il suo impatto rilevante o molto rilevante, contro il 74% della Cybersecurity e il 68% dei Big Data Analytics. In particolare, considerando le PMI, l’emergenza sanitaria ha generato un significativo aumento dell’adozione del Cloud (come detto +42% contro il +30% dell’anno precedente) contribuendo a riconoscerne il valore fondamentale anche in contesti aziendali più ristretti.

Chi non passa al cloud ha bisogno di cultura

Va detto, però, che il 55% delle PMI che utilizza qualche servizio cloud preferisce comunque la gestione internalizzata dell’infrastruttura. Ciò, evidentemente, denota un gap culturale che tutti gli attori del comparto, Cloud Service Provider, vendor e partner, dovrebbero impegnarsi a colmare.

Se l’11% delle aziende dichiara di non avere più datacenter di proprietà, il 27% progetta di migrare, parzialmente o totalmente, entro i prossimi anni. L’intenzione di effettuare una migrazione parziale, inoltre, fa comprendere come le strutture ibride o miste (Hybrid Cloud o Multi-Cloud) rappresentino il prossimo futuro certo dell’infrastruttura.

C’è da segnalare, però, che l’adozione del Multi-Cloud in Italia risulta ancora abbastanza rallentata. Il motivo è noto: l’incremento della complessità di gestione dinamica di ambienti cloud misti che richiede competenze multidisciplinari e un impegno operativo consistente.

Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud Transformation ha sintetizzato così la situazione in Italia: “è necessario sfruttare la consapevolezza ereditata dall’emergenza sanitaria per costruire una visione di lungo periodo, che ponga il Cloud alla base delle strategie digitali tenendo in considerazione tutti gli elementi tecnici e organizzativi per garantire una trasformazione pervasiva ed efficace”.