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Pubblica Amministrazione, come accedere ai fondi per il PNRR

22 Marzo 2022

Il PNRR sbloccherà un mare di fondi a disposizione della Pubblica Amministrazione, locale e centrale, per la digitalizzazione di infrastrutture e processi. Un’occasione, unica, si dice, per mettere al passo la PA italiana e adeguarsi a ciò che ogni cittadino chiede da anni: digitalizzazione e semplificazione (qui la guida per conoscere le vulnerabilità digitali della PA Italiana).

Vediamo nel dettaglio cosa prevede il PNRR. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza contiene un sostanzioso pacchetto di investimenti e riforme che vale complessivamente 191,5 miliardi di euro. Il PNRR è sviluppato in totale coerenza con il NextGenerationEU, il programma europeo che prevede investimenti e riforme per accelerare la transizione ecologica e digitale, migliorare la formazione dei lavoratori, conseguire una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale.

Tutti gli investimenti previsti e le riforme contenute nel PNRR sono articolati in sei missioni:

  • digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo
  • rivoluzione verde e transizione ecologica
  • infrastrutture per una mobilità sostenibile
  • istruzione e ricerca
  • inclusione e coesione

Missioni che riguardano tutto l’ecosistema italiano, privato e pubblico. In particolare, considerando la PA, nelle sue note il Governo puntualizza: il 27% delle risorse totali del PNRR sono dedicate alla transizione digitale, da un lato sono previsti interventi per le infrastrutture digitali e la connettività a banda ultra larga, dall’altro quelli volti a trasformare e innovare la Pubblica Amministrazione in chiave digitale. I 7 investimenti previsti dal PNRR per la digitalizzazione della PA sono messi a disposizione attraverso 14 misure, per un totale complessivo di oltre 6 miliardi di euro.

La richiesta dei fondi, la rendicontazione dell’avanzamento dei progetti e la richiesta di assistenza sono centralizzati all’interno dell’iniziativa PA digitale 2026 (nient’altro che un portale ).

PNRR e digitalizzazione: di cosa ha bisogno la PA

Con la speranza che questo mare di denaro sia speso nel mondo più corretto possibile, c’è da chiedersi dove si indirizzeranno le domande delle singole istituzioni. La risposta potrebbe essere “ovunque”. Forse l’affermazione non vale proprio per tutti gli 8mila comuni italiani e per le centinaia di istituzioni centrali, ma, potremmo aggiungerci un “quasi” all’”ovunque” sapendo di non sbagliare di molto.

Cercando di sintetizzare i desiderata in aree di intervento, immaginiamo tre temi principali: migrazione al cloud; sicurezza; processi.

Temi non certo scollegati tra loro, anzi. Un qualsiasi progetti di migrazione dell’infrastruttura verso il cloud dovrebbe prevedere una revisione dei processi operativi e una forte attenzione alla protezione dei dati. In qualsiasi modo si mischino i temi, c’è sempre un buon motivo per renderli interconnessi.

Come lavorare insieme alla PA

Non ci si può aspettare richieste diverse, o non si dovrebbe indirizzare la PA verso progetti che non prevedano cloud, security e revisione dei processi. Queste sono le basi da cui rinnovare l’infrastruttura It, poi arriva tutto il resto, per esempio i servizi al cittadino o la Smart City.

Migrare al cloud è una condizione di base per l’infrastruttura It di una PA. La protezione dei dati dei cittadini, invece, è un obbligo, imposto dal Gdpr, per esempio. Migliorare i processi, poi, è il mantra dell’innovazione della PA da almeno un decennio.

Per raggiungere questi obiettivi, come si dovrebbe operare? Intanto, fornendo un supporto consulenziale alle singole realtà della PA. Prima ancora di buttarsi a capofitto sul progetto, infatti, è facile che si debba tenere per mano il personale delle singole amministrazioni, anche solo per accedere correttamente ai fondi.

Successivamente, posto che nessuna PA è in grado di fare da sola, vuoi perché troppo grande, vuoi perché troppo piccola, ci sarà la corsa al partner giusto. Cloud Service Provider, Managed Service Provider, System Integrator sono chiamati a raccolta, e solo i più strutturati vinceranno la sfida.

Come detto, ci sarà bisogno di tanta componente consulenziale lungo tutto il ciclo di vita del progetto. Dalla fase iniziale di acquisizione dei finanziamenti fino alla componente di formazione al personale, la consulenza è prerogativa assoluta di un lieto fine. Poi ci sarà bisogno di strutture, per l’erogazione dei servizi cloud e anche per la gestione della security in outsourcing tramite un SOC (Security Operations Center).

E infine ci sono le applicazioni

Solo dopo aver instradato una migrazione al cloud e protetto l’infrastruttura si procederà con la definizione dei servizi da convertire, se esistenti, o da inaugurare se relativi a nuove iniziative. La componente applicativa, che comunque rimane strettamente legata alla migrazione verso il cloud, rischia di essere un bagno di sangue se non si procede per priorità e secondo un approccio Agile.

Anche in questo caso, se vuoi accreditarti come partner It affidabile, devi dimostrare esperienza, struttura e competenza, anche in ambito di sviluppo, personalizzazione e integrazione via Api.

Vuoi sapere come sfruttare il PNRR per la tua Pubblica Amministrazione? Scrivici!

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