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Shift Left: come smettere di rincorrere i problemi in produzione

Costruiresti mai una stazione spaziale grande come una luna… senza validarne i punti critici fino al primo collaudo? Nell’universo di Star Wars è successo. 

Il risultato? Un singolo colpo al suo punto debole ha distrutto la Morte Nera.

Fantascienza, certo. Ma nel mondo dello sviluppo software succede qualcosa di molto simile ogni giorno.

I developer scrivono tonnellate di codice, spendono tempo ed energie per mesi su quella nuova e fantastica applicazione.
Sono ad un passo dal traguardo e passano la palla al team di sicurezza per le scansioni dell'ultimo minuto.

Il risultato? I monitor si riempiono di vulnerabilità critiche, i test falliscono, il rilascio viene annullato e i costi esplodono.

Se questo scenario ti suona familiare, la buona notizia è che c’è un modo per porre fine a questo problema: l’approccio Shift Left.

Cos'è lo Shift Left

Partiamo da una definizione:Shift Left è l’approccio per il quale l’implementazione di test, di pratiche di sicurezza o di altri accorgimenti viene anticipata nelle prime fasi del ciclo di vita dello sviluppo piuttosto che integrata solo alla fine dello stesso. Per quanto fosse originariamente utilizzato per riferirsi al processo di testing anticipato rispetto al ciclo nel suo complesso, Shift Left può ora essere applicato anche ad altri aspetti dello sviluppo del software e di DevOps, quali la sicurezza e il deployment.” 

Per capire meglio il concetto può aiutare cercare di visualizzarlo.
Prova a immaginare il ciclo di sviluppo del software come una linea temporale che scorre da sinistra verso destra, dove a sinistra c'è la scrittura del codice e a destra la messa in produzione: adottare l’approccio Shift Left significa letteralmente spostare i controlli di sicurezza verso sinistra, anticipando i test e coinvolgendo i team di security fin dalle primissime fasi dello sviluppo.

Oggi il mondo dello sviluppo software corre veloce e le novità tecnologiche come l’AI o l’adozione sempre più ampia del Cloud Native spingono sull'acceleratore.

Ma siamo sicuri che la sicurezza del codice corra alla stessa velocità? Secondo le ultime analisi, ben il 91% delle scansioni runtime non passano le policy di vulnerabilità, a riprova del fatto che gli strumenti attuali intercettano i problemi quando il danno è ormai fatto.

I vantaggi reali per il business

L’adozione di una metodologia DevSecOps e dell’approccio “shift left” fornisce misure di protezione capaci di ridurre gli errori umani nelle fasi di compilazione e distribuzione proteggendo i carichi di lavoro durante l’esecuzione.

Una ricerca condotta dall’IBM Systems Sciences Institute e dal National Institute of Standards and Technology (NIST) ha dimostrato che il costo per la correzione di un difetto aumenta di circa 10 volte in ogni fase del ciclo di vita dello sviluppo.

Il perché è semplice: una validation rule mancante, individuata durante una story review, ha un impatto minimo e si può risolvere con una call di 5 minuti. La stessa validation rule mancante, individuata in produzione, potrebbe comportare una data breach, un hotfix d’emergenza, test di regressione, nuovi rilasci, ticket di assistenza dei clienti e potenziali sanzioni normative.

Per questo oggi l’adozione del DevSecOps, che permette di individuare ed affrontare i problemi di sicurezza nelle fasi iniziali del processo di sviluppo è una mossa strategica fondamentale per le aziende che permette di ottenere vantaggi concreti:

  • Abbattimento dei costi: Individuare e correggere tempestivamente le vulnerabilità e i cali di prestazioni già in fase di sviluppo del codice è più semplice, rapido ed efficace rispetto a intervenire in produzione, dove è necessario bloccare i sistemi, rimandare i rilasci e impattare la pipeline di lavoro di più team.
  • Velocità di rilascio: la sicurezza diventa parte integrante del processo quotidiano e smette di essere un collo di bottiglia.
  • Conformità senza stress: nei primissimi mesi del 2026 le autorità hanno emesso oltre 2200 multe per non conformità, e molte di queste sanzioni derivano da falle gestite male nei componenti open source. Lo Shift Left garantisce un codice conforme fin dalla nascita.

Ecco un confronto diretto per visualizzare la differenza.

Approccio Tradizionale

Approccio Shift Left

Sicurezza delegata alla fine del ciclo

Sicurezza attiva fin dal primo giorno

Costi di risoluzione altissimi

Costi di risoluzione minimi

Rilasci lenti bloccati dai controlli

Rilasci continui e sempre fluidi

Team isolati a compartimenti stagni

Collaborazione totale DevSecOps


Shift Left: esempi pratici

Adesso che abbiamo identificato in cosa consiste lo shift left e quali vantaggi concreti la sua adozione porta in azienda, proviamo a fare chiarezza su alcune delle tecniche che lo caratterizzano:

  • Analisi statica di sicurezza (SAST): analisi del codice sorgente, del bytecode o del codice binario di un’applicazione alla ricerca di vulnerabilità di sicurezza.
  • Analisi dinamica di sicurezza (DAST) – una metodologia di test black-box utilizzata per individuare potenziali falle di sicurezza eseguendo scansioni automatizzate su un sistema in esecuzione.
  • Threat modeling – il processo che consiste nell’analizzare ogni decisione presa in un determinato sistema e nell’estrapolare in che modo queste possano influire sul suo profilo di sicurezza, sia immediatamente che in futuro.
  • Security architecture review: identificazione, valutazione e mitigazione dei rischi per rafforzare le misure di sicurezza di un’organizzazione contro minacce e rischi attuali ed emergenti.
  • Scansione delle container images: analisi di un’immagine di container strato per strato per rilevare potenziali minacce alla sicurezza.
  • Code signing: metodo per apporre una firma digitale su un programma, un file o un aggiornamento software in modo che l’autenticità e l’integrità possano essere verificate al momento dell’installazione e dell’esecuzione.
  • Continuous Performance Testing (CPT) - pratica che consiste nell’eseguire continuamente benchmark (test) delle prestazioni durante l’intero ciclo di vita dello sviluppo.
  • Linting e validazione delle configurazioni – analisi automatica di codice e file di configurazione (es. YAML, Dockerfile, Terraform, Kubernetes manifest) per individuare errori sintattici, violazioni di best practice e potenziali rischi di sicurezza prima della build o del deploy, migliorando la qualità del codice e prevenendo problemi a runtime.

La forza di un approccio complementare

Sulla scia della crescita esponenziale dei vettori di minaccia e delle superfici di attacco, le aziende stanno acquisendo consapevolezza che affidarsi esclusivamente ai test “shift left” durante la fase di sviluppo non è sufficiente a proteggerle dalle minacce alla sicurezza in continua evoluzione.

Per questo dallo “shift left” ha avuto origine un approccio complementare: lo “shift right”. Questo approccio si concentra sulla protezione delle applicazioni una volta implementate, rilevando gli eventi di sicurezza man mano che si verificano e monitorando l'evoluzione delle minacce negli ambienti operativi, garantendo così un monitoraggio continuo e una protezione in tempo reale.

Nell’approccio “shift-right”, come in quello “shift-left” vengono utilizzate diverse tecniche, tra cui:

  • Analisi dinamica di sicurezza (DAST): metodologia di verifica eseguita sul software in esecuzione per intercettare comportamenti anomali o rischiosi, ad esempio tramite l'iniezione di parametri. Può essere condotta manualmente o con sistemi automatizzati che simulano tentativi di attacco reali.
  • Runtime protection: soluzioni come il RASP e i tool per la security dei container sono pilastri per la difesa degli ambienti operativi. L'impiego di immagini provenienti da sorgenti certificate e l'esecuzione di soli binari firmati sono pratiche essenziali per abbattere i pericoli a runtime.
  • Application Security Posture Management (ASPM): piattaforme che offrono una panoramica completa di ogni falla rilevata tra applicazioni e cloud. L’ASPM permette ai team di catalogare e dare priorità agli interventi di mitigazione, mantenendo un inventario preciso degli asset e delle criticità associate.

Scegliere l’integrazione sinergica tra questi due approcci consente di intercettare le falle con tempestività senza precedenti, blindando l’applicazione prima e dopo il rilascio e alimentando un circolo virtuoso di feedback continuo.

Questa strategia combinata è il vero motore di una solida cultura DevSecOps: i team possono finalmente focalizzarsi sul design e sull’implementazione, certi che la sicurezza sia il DNA stesso del software fin dal concepimento.

Shift Left: anticipare i rischi, proteggere il business

Implementare questa metodologia richiede un vero cambio di prospettiva prima ancora che nuovi strumenti software.

La differenza tra un sistema resiliente e uno destinato a fallire spesso si gioca tutta qui: individuare i punti deboli prima che qualcuno li sfrutti.

Perché, come insegna la Morte Nera, basta una sola vulnerabilità ignorata al momento sbagliato per compromettere tutto.

In ReeVo accompagniamo le organizzazioni in questo processo, aiutandole a spostare la sicurezza a sinistra, a dormire sonni molto tranquilli e a potersi concentrare sull'unica cosa che conta davvero. Far crescere il business.

 

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