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DevOps e metodologia Agile: come si sviluppano le applicazioni oggi

I termini DevOps e metodologia Agile risuonano sempre più spesso nelle stanze dei bottoni delle aziende. Può essere difficile comprendere l’utilità di questo nuovo approccio allo sviluppo del software, ma ciò non può essere un alibi. In uso da diversi anni, il modo nuovo di sviluppare le applicazioni ha già dimostrato ampiamente i suoi vantaggi.

Abbracciare la modalità DevOps oggi sta diventando una necessità per le aziende. Continuare a pensare lo sviluppo software tradizionale influisce direttamente sul business aziendale e sulle capacità competitive in un’arena economica che non è più locale.

A vent’anni dalla pubblicazione del Manifesto Agile, avvenuta nel 2001, e a più di dieci anni dall’introduzione della metodologia DevOps, si può affermare definitivamente che non siamo di fronte a una moda passeggera o a puro marketing. Per come è diventato oggi ciò che chiamavamo software aziendale, usare un modello DevOps è inevitabile.

Oggi non si sviluppa software ma applicazioni distribuite sotto forma di servizi e disponibili su cloud. Ciò significa dimenticare il vecchio modello a licenza per ragionare su un’offerta as-a-service. Quando si sceglie un nuovo applicativo cloud native o un microservizio si paga una fee calcolata in base al numero degli utilizzatori. La quota mensile è comprensiva di tutto: configurazione, manutenzione e aggiornamenti.

In questo modo si dimentica il ricatto perpetuato per anni dai produttori di software che prevedeva costi iniziali per lo sviluppo e la licenza d’uso e costi aggiuntivi per ogni aggiornamento, manutenzione e personalizzazione.

Un modello DevOps, inoltre, diventa fondamentale per ridurre il time-to-market e per fornire un prodotto che incontri esattamente le aspettative degli utilizzatori.

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Cosa sono il DevOps e la metodologia Agile

Il modello DevOps - termine formato dalla fusione di Developer e Operation – si basa su due caratteristiche, la complementarità e la collaborazione. Considerando una applicazione come motore di un servizio, l’approccio classico per cui il team di sviluppo lavorava in maniera (troppo) indipendente non funziona più. Il risultato lo fa solo il collettivo, anche nel modello DevOps si lavora di squadra e i silos non comunicanti sono evitati per definizione.

DevOps, dunque, si definisce come una metodologia di sviluppo del software che si basa su tre assiomi fondamentali: la comunicazione, la collaborazione e l’integrazione tra la squadra di sviluppatori e quella dei sistemisti, o comunque di tutte le figure aziendali che, in un modo o nell’altro, hanno un ruolo di dipendenza dal servizio applicativo.

Ciò vale a maggior ragione in un ambiente cloud in cui è necessario integrare il nuovo servizio all’interno di una piattaforma gestita. L’obiettivo che si pone un approccio DevOps è di sviluppare e gestire in modo più rapido ed efficiente prodotti e servizi software. Come? Attraverso la definizione di una precisa organizzazione delle risorse dedicate al progetto, una maniacale attenzione allo stato di avanzamento dei lavori e un continuo monitoraggio dei servizi in esecuzione.

Preso atto che i modelli di sviluppo software, primo tra tutti il classico “modello a cascata”, non erano più adeguati alle richieste di business delle aziende, si è scelto di fare tabula rasa. Quello a cascata è il più tradizionale modello di sviluppo del software applicato in tutto il mondo da almeno 50 anni.

Secondo la metodologia classica, si parte da una analisi dei requisiti, si definisce il progetto, si sviluppa, si collauda il software e se ne gestisce la manutenzione, esattamente come si fa per un qualsiasi prodotto industriale. Ebbene, il modello a cascata oggi fa acqua da tutte le parti per un semplice motivo: la velocità del business non può attendere.

Cosa è la metodologia Agile

Il modello (produttivo) Agile ha l’obiettivo principale di soddisfare le richieste del cliente e non semplicemente di onorare un contratto. Permette, come dimostrano i numerosi casi applicativi, di abbattere costi e tempi di sviluppo del software, migliorandone la qualità. Per raggiungere questo risultato il Manifesto for Agile Software Development definisce quattro principi:

  • Le persone e le interazioni tra di loro sono più importanti dei processi e degli strumenti.
  • È necessario focalizzarsi sulla qualità del software piuttosto che sulla documentazione rilasciando nuove versioni a intervalli molto frequenti.
  • Il cliente è parte attiva della team Agile e deve essere continuamente coinvolto.
  • Il team di sviluppo deve essere disposto a modificare in ogni momento le priorità di sviluppo.

Questi assiomi sono alla base della metodologia DevOps che di fatto è una evoluzione dell’approccio Agile. Se quest’ultimo è focalizzato esclusivamente sullo sviluppo, il DevOps permea tutti gli ambienti in cui si propaga un servizio applicativo, come la Rete e il Cloud.

Perché non si può fare a meno del DevOps

Oggi, per una qualsiasi azienda di un qualsiasi mercato il software è fondamentale e strategico. L’architettura software influenza ogni divisione aziendale e ogni stadio di processo ed è un abilitatore del business. Grazie al digitale e a Internet, una qualsiasi azienda di un qualsiasi mercato ha l’opportunità di affacciarsi a target sterminato, ma, allo stesso tempo, si trova di fronte una concorrenza agguerrita e molto veloce nel proporre un prodotto o un servizio in più.

Sintetizzando, di seguito i motivi principali per cui un’azienda dovrebbe considerare la metodologia DevOps:

  • Maggiore velocità nel rilascio delle app, degli aggiornamenti e di nuovi servizi.
  • Migliore capacità di localizzazione degli errori e, di conseguenza, più velocità nella risoluzione dei bug e più sicurezza.
  • Maggiore partecipazione della struttura It all’ecosistema aziendale con incremento delle sinergie finalizzate all’incremento del business.

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Chi è coinvolto nel DevOps

Vediamo, infine, le figure coinvolte all’interno di un modello DevOps. Abbiamo detto che Dev sta per “sviluppatori” e Ops per “operatori”. Parliamo dunque del team di sviluppo e del gruppo di persone impegnate nelle “operations”, ovvero principalmente chi è responsabile del corretto funzionamento di un’applicazione o un servizio, della sua disponibilità in Rete e dell’integrazione con altri servizi, per esempio via Api o in cloud.

Un organigramma DevOps, poi, può prevedere anche figure non propriamente “informatiche”. Ci potrebbe essere bisogno di uno specialista in usabilità dell’interfaccia, per esempio, per controllare in tempo reale l’effetto dei rollout da front end. Oppure un project manager che vigili sulla conformità dell’applicativo al business e alla missione aziendale, o un esperto in compliance che garantisca l’aderenza alle normative.

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