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Il valore di uno sviluppatore software per gli ambienti cloud

8 Gennaio 2021

Lo sviluppatore software oggi è una figura basilare per i progetti di digital transformation. Tutte le previsioni per il 2021 tratteggiano un futuro roseo per questo tipo di competenze: c’è più che mai bisogno di sviluppatori tra Cloud Service Provider, system integrator e Indipendent Software Vendor locali.

E parliamo di uno sviluppatore software con precise competenze. Le aziende non hanno bisogno di specialisti sui classici ambienti di sviluppo ma, piuttosto, di risorse capaci di destreggiarsi molto bene sulle piattaforme cloud.

L’era del software proprietario, del licensing e delle aziende ostaggio di aggiornamenti e modifiche è finita per sempre, fortunatamente. Oggi i software sono servizi erogati generalmente sul web e le aziende pagano un canone fisso comprensivo di tutto. Ma, soprattutto, è in rapido declino l’era delle software house locali, quelle che sviluppano la microsoluzione a uso e consumo delle PMI.

Ecco dunque, dopo la guida al SaaS, una nuova guida esclsuiva a tu pet tu con una delle forme di vita più preziose oggi nell'ecosistema che porta innovazione sul territorio

Come cambia la figura dello sviluppatore software negli ISV

Per sopravvivere in questo mondo crudele, gli ISV locali hanno dovuto specializzarsi nello sviluppo dei servizi applicativi web based e munirsi di nuove certificazioni. In particolare, visto che il ventaglio dell’offerta software ormai è completo, ciò che si diceva a proposito del mondo consumer una decina di anni fa vale anche per l’enterprise: c’è una app (un servizio web) per ogni esigenza.

Dunque, quali sono le competenze che servono a uno sviluppatore software oggi? Le indichiamo di seguito collocandole su due binari precisi. Il primo è quello della scelta e della configurazione di app cloud native da scegliere nel vasto portfolio degli hyperscaler.

Che si tratti di AWS o di Azure, ciò che serve è qualcuno che sappia destreggiarsi nei marketplace e che, una volta scelte le soluzioni più adeguate alla migrazione e allo sviluppo dell’ambiente cloud sappia configurarle, ottimizzarle, integrarle, scalarle e manutenerle.

Basta linguaggi, si tratta di padroneggiare ambienti di sviluppo

Dunque, nella maggior parte dei casi dimentichiamoci per sempre di sviluppare codice con i tradizionali linguaggi di programmazione, quei processi fanno parte di un passato ormai lontano. Ci vogliono competenze che vanno oltre la programmazione, anche perché programmare oggi significa principalmente integrare container applicativi già pronti all’uso. Ci vuole, dunque, la completa padronanza di un ambiente di sviluppo applicativo per cui diventa fondamentale la certificazione.

Il secondo filone della nostra (semplicistica) categorizzazione è l’integrazione. Cloud Service Provider e system integrator hanno bisogno di competenze capaci di far dialogare i diversi servizi aziendali, cloud native o on premise, su cloud ibridi o multi.

Lo scopo è di costruire un flusso omogeneo e rapido di dati all’interno dell’infrastruttura applicativa che può anche comprendere i classici software on prem (Erp, Crm, Supply Chain, Finance ecc.). In questo contesto è fondamentale sapersi destreggiare tra Api e connettori applicativi, eventualmente realizzandoli ex novo.

Le frontiere del nuovo sviluppo

E se, come sta già succedendo, l’IT si sposa con l’OT? Se i sensori sulle macchine di produzione e i dispositivi IoT devono dialogare tra loro e integrarsi nel sistema informativo aziendale? La questione si complica perché rendere intelligenti macchine regolate da firmware antichi e che comunicano con protocolli non standard è un problema non da poco. Ma c’è tanto bisogno anche di queste figure.

Infine, si possono selezionare le competenze di sviluppo necessarie tenendo conto di due paradigmi della digital transformation: la security e l’Intelligenza Artificiale. In una piattaforma distribuita, oggi più che mai la sicurezza è fondamentale. E non si può prescindere da esperti nello sviluppo, nell’integrazione e nella manutenzione degli ambienti di sicurezza.

Infine, l’Intelligenza Artificiale. Anche in questo caso la richiesta di competenze specifiche è in forte aumento. Se è vero che gli ambienti di sviluppo di soluzioni di Intelligenza Artificiale non richiedono codice nuovo, è altrettanto vero che servono risorse esperte per configurarli e personalizzarli questi ambienti.

In definitiva, meglio diffidare di un Cloud Service Provider o un di un system integrator che non sia in grado di mettere in campo un team di sviluppatori su ambienti cloud e piattaforme eterogenee, si dimostrerebbe un partner It non all’altezza delle sfide del presente.

 

 

 

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