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I 5 linguaggi di programmazione più usati per il cloud

12 Maggio 2021

Sapere quali sono i 5 linguaggi di programmazione più usati per lo sviluppo in cloud può indirizzare i giovani programmatori in cerca di opportunità.

Per un novello sviluppatore, specializzarsi in un paio di linguaggi è la strategia migliore. Impossibile essere esperti e certificati su tutti, dunque meglio focalizzarsi sugli ambiti richiesti dal mercato. E va da sé, anche senza sviscerare dati, che il cloud è l’ambiente più caldo su cui puntare.

Ma, se anche circoscriviamo le competenze sui linguaggi di programmazione più usati per sviluppare e distribuire applicazioni native in cloud, il range di scelta risulta comunque ampio. I maggiori hyperscaler, come è naturale che sia, tendono a preservare il loro business e, per questo, spingono a sviluppare su ambienti al limite del legacy.

Focalizzare le proprie competenze su un solo ambiente (Amazon Aws, Microsoft Azure, Google Cloud) non è una buona strategia. In tempi di multicloud, infatti, è fondamentale padroneggiare diverse architetture, e diversi linguaggi. E il tema l’avevamo già affrontato quando abbiamo parlato del valore dello sviluppatore software per gli ambienti cloud 

La mancanza di sviluppatori nel mondo

Secondo NCube quest’anno potrebbero mancare all’appello 1 milione e 400mila sviluppatori solo negli Usa.

Già nel 2019, CNBC affermava che, solo negli Usa, quasi un milione di posizioni rischiavano di rimanere insolute. Il motivo principale risiede nella velocità della tecnologia e nell’incapacità delle università di restare al passo.

La richiesta, dunque, è forte ma è necessario riflettere prima di buttarsi a capofitto a studiare e certificarsi. Oltre a mettere in conto di specializzarsi su più ambienti di sviluppo, è importante considerare che le skill richieste per lavorare sul cloud non considerano solo l’abilità con il codice. Lo sviluppatore di oggi deve essere un architetto in grado di progettare totalmente un ambiente: deve avere una visione ampia e forti competenze di progettazione. Le capacità di programmazione, dunque, rientrano in un bagaglio di conoscenze più ampio. E, inoltre, c’è da tener conto che molti linguaggi di programmazione sono figli di un unico padre e da lui ereditano strutture logiche e istruzioni.

Insomma, se si sceglie bene si può approcciare un linguaggio che sarà di tendenza in futuro con più facilità. Stesso discorso vale per la metodologia di programmazione: oggi rispetto a 20 anni fa è decisamente molto più semplice sviluppare su certi ambienti. Si programma a oggetti e, spesso, non si deve neanche toccare il codice visto che le componenti necessarie sono già pronte all’uso.

Ma è anche vero che ogni architettura cloud ha le sue peculiarità e i suoi obiettivi: in un contesto di forte personalizzazione degli ambienti, conoscere il codice continua a essere una carta in più.

I 5 linguaggi di programmazione più usati per sviluppare sul cloud

Vediamoli, dunque i 5 linguaggi di programmazione su cui puntare per avere più chances di essere ingaggiati da un Cloud Service Provider, un system integrator o un vendor.

  1. .Net

Microsoft Azure sta rapidamente generando numeri da urlo, 20% di market share, in pochi anni e secondo solo ad Amazon AWS. Va da sé che investire in una bella certificazione sulla piattaforma di sviluppo .Net sia cosa buona e giusta. E se l’abbiamo già fatto, verifichiamo di aver seguito gli sviluppi della piattaforma, che ora presenta componenti open source e cross-platform come .NET Core.

  1. Java

Un altro “grande classico” intramontabile che si appresta a spegnere le 30 candeline. Chi lo ama sostiene che rimane ancora un linguaggio sicuro, stabile, versatile, scalabile e performante in termini di velocità di esecuzione. E, grazie alla sua storia e popolarità, offre un nutrito gruppo di framework pronti all’uso per sviluppare microservizi su ambienti multicloud.

  1. Pyton

Cloud, Intelligenza Artificiale e Data Intelligence vanno a braccetto. Allora, nella scelta di competenze e certificazioni, è bene fare un pensierino ai linguaggi con cui si sviluppano gli algoritmi di AI e per la Data Intelligence. Python è il principe di questi. Ed è supportato dalla maggioranza degli hyperscaler.

  1. js

Viene utilizzato dal motore Google JS, non si tratta di un vero e proprio linguaggio di programmazione ma, piuttosto, di un sistema di runtime basato su JavaScript che fornisce i servizi necessari all’esecuzione di un programma. È open source e ha l’interessante caratteristica di avere un’architettura orientata agli eventi, perfetta per applicazioni con molte attività di I/O.

  1. Golang (o Go)

Va molto di moda in questo periodo. Open source sviluppato internamente da Google per ottimizzare i tempi di compilazione su macchine non necessariamente potenti. Per la sua “snellezza” si trova bene in ambienti multicore e funziona bene per la distribuzione delle applicazioni sul cloud, ma anche per lo sviluppo IoT, droni e robot.

Bonus? Rust. Definito da almeno 4 anni il più amato nella community Stackoverflow, Rust ha avuto anche la benedizione di Microsoft, Google e Amazon. Basato su C, risulta facile, snello, potente e veloce. Un pensierino bisognerebbe farlo.

 

 

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