Anno nuovo, certificazione nuova. Le classifiche delle certificazioni IT più richieste dal mercato si sprecano in Rete, l’ultima a livello internazionale che abbiamo intercettato è quella di Robert Half, cacciatore di teste americano.

In Italia aveva iniziato bene il Ministero del Lavoro, stilando una classifica delle certificazioni IT più richieste a seguito della regolamentazione nel 2016 dei profili professionali per l’IT. In verità, IT è una parola grossa, visto che la regolamentazione coinvolgeva i “professionisti del web”, qualunque cosa voglia dire.

A noi, invece, interessa la ciccia. Ovvero le certificazioni IT, quelle dure, quelle che dovrà ottenere chi vorrà muoversi con dimestichezza in ambienti cloud, all’interno delle reti o tra gli IF-THEN dei codici sorgente. Vediamo allora, in rigoroso ordine alfabetico, le certificazioni IT più richieste e spendiamo due parole di commento su 8 di queste per comprendere le opportunità di ognuna.

AWS Certified Solutions Architect (professional)

C’è bisogno di spiegare il perché? AWS, Amazon Web Services, basta la parola, se poi ci aggiungiamo un’altra parolina magica (cloud), l’orizzonte si delinea. Ora, sebbene AWS continui a essere il riferimento quando si parla di ambienti cloud, potrebbe essere limitante fidelizzarsi troppo. È importante tenere conto di due aspetti: in primo luogo il dilagare degli ambienti multicloud e hybrid cloud, successivamente sarebbe opportuno dare un’occhiata al trend di crescita di Microsoft Azure (e fare un pensierino a Microsoft Certified Azure Solutions Architect).

Certified Cloud Security Professional (CCSP)

In due parole, sicurezza sul cloud. Di esperti di sicurezza c’è bisogno come il pane, se poi sono specializzati in protezione del cloud è meglio. La certificazione, recita per esempio (ISC)², la principale organizzazione mondiale di professionisti della cybersicurezza, porta in dote le skill per progettare, gestire e proteggere dati, applicazioni e infrastrutture, in cloud ovviamente. Ci sentiamo di consigliarla come piatto forte, dopo un antipasto a base di certificazioni sulle architetture cloud.

Certified Data Professional (CDP)

Certificarsi sui dati. Anche in questo caso le motivazioni sono immaginabili. Attenzione perché la materia è vasta e ci sono dei distinguo da fare. L’Institute for Certification of Computing Professionals (ICCP), per esempio, offre diverse specializzazioni all’interno della stessa CDP. Si sceglie tra business analytics, data analytics e design, enterprise data architecture e data governance, per esempio. La domanda, quindi, è: che “data professional” vuoi essere? Tra le certificazioni che riguardano la gestione dei dati, poi, merita una menzione speciale quella sulla Data Privacy. Spieghiamo perché in un solo acronimo: GDPR.

Certified Information Security Manager (CISM) e tutte le altre

Tutto e di più sulla sicurezza. Anche in questo caso, l’argomento macro è indiscutibilmente d’attualità, sta al candidato scegliere una specializzazione. Può essere la “sicurezza sul cloud” di cui sopra oppure l’hacker etico o la governance della security a 360 gradi. Il consiglio è di scegliere una di queste e non lasciarsi travolgere dalle varie declinazioni dell’offerta.

Certificazioni IT: Cisco Certified Network Associate (CCNA)

Anche se inizia per “Cisco” non allarmiamoci. Molte delle certificazioni IT Cisco sono “agnostiche” e trattano il tema e non il prodotto. In ogni caso, vista la posizione di leader nel mercato del networking, essere certificati Cisco è un ottimo biglietto da visita anche per chi lavorerà su altre piattaforme. Una certificazione Cisco non tratta solo di architetture di rete cablata: si parla anche di sicurezza, di wireless, di reti industriali, di IoT, di collaboration e di cloud.

Microsoft Certified Solutions Associate (MCSA)

Proseguendo nella rassegna delle certificazioni fornite dai singoli vendor, quelle di Microsoft non dovrebbero essere sottovalutate, soprattutto alla luce della “quota bulgara” di Microsoft 365 e della crescita di Azure. Anche in questo caso, sotto lo stesso cappello MCSA si raccolgono decine di sottocertificazioni, ognuna per ogni tema, e non sono da sottovalutare quelle che trattano di sviluppo software. Da Microsoft 365 alle web applications, da Windows 10 ad Azure.

Certificazioni IT: Oracle Certified Database Administrator (CMDBA)

Lo sforzo enorme che sta facendo Oracle in un riposizionamento più adeguato alle richieste del mercato sta iniziando a dare i suoi frutti, leggi fatturato e clienti. E, in ogni caso, l’azienda americana rimane il leader nelle soluzioni per i database. E, se una parola comincia per “data” e il corso è organizzato dalla Oracle University, forse un pensierino lo dovresti fare.

Salesforce Certified Development Lifecycle and Deployment Designer

Stesso discorso per Salesforce, che peraltro vanta un’invidiabilissima università digitale di corsi sul marketing e la customer experience anche gratuiti. Prima dei dati, protagonisti indiscussi di ogni discorso sulla tecnologia di oggi, ci sono quelli che i dati li generano. I consumatori, gli utenti, gli stakeholder, come li si voglia chiamare, devono essere il primo pensiero la mattina e l’ultimo prima di addormentarsi. Va da sé che avere qualcuno capace di destreggiarsi tra le soluzioni di Salesforce, leader mondiale del customer engagement, può tornare molto utile, in qualsiasi azienda, di qualsiasi settore si parli.

Qui trovi la lista completa delle certificazioni IT più richieste.

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