Business Continuity, puoi farne a meno? E, soprattutto, quando un blocco diventa un guaio serio? Il tema non è per nulla banale perché con la rivoluzione e maturazione del cloud computing il tema della continuità, della disponibilità dei dati ha oggi assunto un valore completamente uovo, diverso e, tremendamente critico per manager, imprese. Insomma, se un servizio, in cloud, si blocca non è un dettaglio perché, in cloud, tutti noi stiamo progressivamente spostando applicazioni, dati ne parti di infrastrutture sempre più critiche. Ecco perché l’ottava attesissima puntata con le super guide di #DireFareCloud in due minuti (o poco più) è davvero speciale.

Fabio Montano, Cloud Account Manager at Reevo Cloud ci spiega, in pochi passi, perché la continuità del servizio, in cloud, è vitale e come costruirla, davvero, evitando guai.

Business Continuity, perché in cloud è più importante

«Oggi, in ogni azienda, c’è, di fatto, una diretta correlazione tra produttività e affidabilità dell’infrastruttura IT – comincia Fabio Montano –. Provate a pensare cosa capiterebbe oggi con un blocco di un ERP, della mail, dell’accesso ai documenti. Oggi, un simile scenario, è già fonte di enormi problemi e guai ma provate a pensare che cosa sarà tra qualche tempo con la diffusione degli ambienti cloud e del digitale in maniera sempre più massiva, radicale…»

Business Continuity, quando un blocco diventa un guaio

«Credo che non esista un vero tempo standard entro il quale un danno, un blocco diventa davvero irreparabile per tutte le tipologie di aziende. È invece vero che c’è un tempo soggettivo per ogni impresa. Ci sono aziende che oggi possono supportare un fermo anche di una giornata senza grosse ripercussioni ma ci sono anche tantissime imprese che dopo un’ora di blocco vedono0 andare in fumo anche centinaia di migliaia di euro. Il vero problema, dal nostro punto di vista e sulla base della nostra esperienza è che, di fronte alla domanda “quanto può durare un blocco dei servizi it prima che sia un danno grave per il tuo business?  Pochissime aziende italiane sanno rispondere. È molto grave perché ci deve essere sempre qualcuno, in una azienda, con una precisa percezione dell’entità del danno che può essere arrecato al business da un blocco dell’infrastruttura IT. Si tratta di una figura chiave perché permette di quantificare con precisione l’entità di un investimento in una soluzione che ti possa mettere al sicuro. Il nostro lavoro, non a caso, in questi anni è diventato sempre più consulenziale e rivolto alla sensibilizzazione delle aziende in questo senso»

Business Continuity, perché il cloud di Reevo è unico per affrontare questa sfida

«In Reevo abbiamo una predisposizione maniacale per la business continuity sia essa delle infrastrutture dei nostri clienti sia essa per i nostri Data Center. Nel corso degli anni da una parte abbiamo strutturato una serie di servizi in grado di proteggere le infrastrutture on premise garantendo tempi certi e brevi di ripartenza. Dall’altra parte abbiamo strutturato la nostra infrastruttura su più Data Center in modo da garantirne una vera Business Continuity qualunque cosa dovesse succedere. Anche i clienti, all’interno del cloud Reevo, possono decidere di distribuire la propria infrastruttura su più Data Center, configurati in modalità Stretched, gestendola sempre come se fosse in un unico sito»