Backup, come fare backup, backup smartphone… Nel 2018, tra le parole più cercate, in assoluto, su google in Italia c’è stato proprio il backup, in queste emblematiche declinazioni. Il motivo? Semplice, da una parte il digitale e la tecnologia IT ormai sono parte integrante della nostra vita di tutti i giorni. Dall’altra i privati, i manager, le imprese hanno da tempo capito che proprio dalla gestione ottimale dei loro dati personali e professionali dipende buona parte del presente e del futuro del loro business. Tra il dire il fare, come sempre poi c’è di mezzo molto di più che il mare e allora ecco che emergono problemi, falle, furti di informazioni digitali che sfruttano proprio la cattiva gestione dei dati e, soprattutto, una non efficace strategia di backup. Scarsa percezione del rischio, scarsa conoscenza degli strumenti digitali, eccesso di confidenza nell’uso di social networks, piattaforme tecnologiche innovative… Un mix letale difronte al quale in molti stanno cercando antidoti e vie di uscita. Tra tutte proprio quella del cloud sembra oggi la più efficace e credibile. Perché? Ce lo spiega Fabio Montano, Cloud account Manager @Reevo Cloud nella seconda attesa puntata della rubrica multimediale #DireFareCloud

 

Backup cos’è e perché non possiamo farne a meno

Intanto le definizioni. «Il Backup – racconta Montano – è la creazione di una più copie di sicurezza dei dati. Per dati in una azienda si possono intendere file, database, singoli server o intere infrastrutture IT. Oggi nessuna azienda può esimersi dal fare questa copia di sicurezza dei dati. Proprio i dati sono infatti, oggi, il tesoro più prezioso per ogni forma e dimensione di azienda. Avare tra le mani le informazioni corrette vuol dire avere il controllo di una spedizione, avere il controllo dei fornitori, avere il controllo di tasse e contributi da pagare, tanto per fare qualche esempio…»

Backup… ma perché il cloud ci salverà?

«In cloud il backup è meglio, e più utile, in quanto si ritiene, a ragione, che ogni dato deve essere archiviato in tre copie differenti, due copie onsite (una di produzione e una di backup) e una copia offsite, al di fuori della struttura dell’azienda. Una procedura che veniva eseguita tramite cassette e che oggi il cloud ha completamente automatizzato anche cancellando i potenziali errori umani. Inoltre proprio il cloud garantisce tempi di restore e di ripartenza (tema chiave in caso di blocco dei sistemi) immediati per il cliente»

Backup… ma come si vende quanto è in cloud?

«Occorre accompagnare il cliente in un semplice ragionamento – racconta Montano -. Occorre aiutare le imprese a capire cosa significate non investire in backup in cloud. La domanda più classica ed efficace da porre è: Quale è l’impatto sull’azienda di una perdita di parte e di tutto il proprio patrimonio informativo? A cosa vado incontro se non accedo ad un servizio così utile e innovativo?»

Backup in cloud, ma perché con Reevo è meglio?

«La risposta è semplice – sorride Montano – Reevo propone i servizi di backup esattamente come gli altri servizi: con canoni mensili precisi, certi, e dunque con costi definiti semplicemente in base all’utilizzo del cliente in termini di “sfruttamento” di spazio o di licenze»